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EHL Italia - Sito italiano di Euskal Herriaren Lagunak
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Scritto da ehlfirenze
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Mercoledì 31 Marzo 2010 21:14 |
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IL MILITANTE INDIPENDENTISTA BASCO JON ANZA E' STATO SEQUESTRATO, TORTURATO E UCCISO DALLA GUERRA SPORCA
Il 18 aprile dell'anno scorso il militante basco Jon Anza scompare. A dare l'annuncio sono i familiari e in particolare la compagna che tre giorni prima lo aveva accompagnato alla stazione e lo aveva visto per l'ultima volta mentre saliva sul treno. Pochi giorni dopo l'organizzazione ETA esce con un comunicato dicendo che Jon si sarebbe dovuto presentare ad un appuntamento con l'organizzazione, di cui faceva parte e a cui avrebbe dovuto dare dei soldi. Il ministero dell'Interno spagnolo, chiamato in causa, dichiara immediatamente che per quanto riguarda Madrid si tratta di una questione interna all'organizzazione stessa e avanza l'ipotesi inverosimile e vale a dire che Jon sia fuggito con il denaro. Nel frattempo in Euskal Herria si moltiplicano le iniziative sotto lo slogan "Non da Jon?" che in euskera significa "Dov'è Jon?". Una domanda quasi retorica. La Sinistra Indipendentista, nella sua storia, ha già conosciuto la sofferenza e la violenza della guerra sporca portata avanti da gruppi paramilitari organizzati e finanziati dallo stato spagnolo e, giorno dopo giorno, viste anche le numerose denunce di sequestri avvenute ai danni di altri militanti baschi, si fa sempre più chiara l'ipotesi che anche Jon sia stato sequestrato e successivamente ucciso dagli apparati repressivi spagnoli.
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Jon Anza arrivò a Tolosa quel 18 aprile |
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Scritto da ehlitalia
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Mercoledì 31 Marzo 2010 21:09 |
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KAYANAKIS AFFERMA CHE SI E' GIA' PROVATO CHE ANZA ARRIVO' A TOLOSA IL 18 APRILE
Da Gara, www.gara.net 20 marzo 2010 Maite Ubiria / Baiona
Gli avvocati della famiglia di Jon Anza sono usciti pubblicamente ieri a Baiona per riportare all'opinione pubblica le opinioni dei parenti riguardo ciò che è accaduto da quando il corpo del militante di ETA è stato ritrovato in un obitorio di Tolosa. Gli avvocati Amaia Rekarte, Xantiana Cachenaut, Arantza Zulueta, Jon Enparantza y Miren Illarreta durante la conferenza stampa hanno espresso " il profondo dolore e rabbia" della famiglia Anza davanti alla serie di fughe di notizie e opinioni espresse sul caso, puntando il dito sul fatto che " la maggior parte delle volte la famiglia ha conosciuto dai media quello che la Polizia e la Giustizia non hanno comunicato in forma ufficiale ; o, quel che è peggio ha dovuto sopportare tutta una serie di contraddizioni fra quello che le è stato detto e quello che è uscito sui giornali. " La famiglia Anza ha ricevuto la notizia del ritrovamento di un corpo nell'obitorio dell'ospedale di Tolosa il pomeriggio del giovedi 11 marzo, e in poche ore la notizia circolava per le redazioni dei media. La procura di Baiona, in una successiva conferenza stampa nel tribunale che ha istruito la causa per la scomparsa di Anza, faceva risalire la causa di questa fuga di notizie "a Tolosa", per riconoscere poi che essa stessa era stata informata nel primo pomeriggio dell'11 marzo e che poco dopo cominciò a ricevere chiamate dai giornalisti. Gli avvocati, rimarcavano anche i successivi ostacoli imposti alla famiglia, prima per riconoscere il corpo di Jon Anza il 12 marzo nell'obitorio del Purpan e dopo perché fosse presente un esperto di medicina durante la pratica di autopsia sul cadavere. Quest'ultima analisi è stata praticata lunedì scorso da medici legali francesi sotto la direzione del direttore di medicina legale di Tolosa, il professor Rouget. Gli avvocati della famiglia Anza, rendevano nota la protesta per questa "decisione inaccettabile" per aggiungere che, una volta aperta la fase istruttoria ( ufficialmente da ieri un giudice di Tolosa ha sulla scrivania il caso), i parenti del militante indipendentista si costituiranno parte civile, cosa che deve permettere loro di accedere alle pratiche svolte fino a quella data e " aprirne altre che considerino opportune per chiarire ciò che è successo a Jon". Una delle prime decisioni che dovrà prendere la famiglia Anza, una volta ricevuto il risultato ufficiale dell'autopsia, sarà decidere se chiedere "una contro-autopsia o delle analisi supplementari". Nonostante ciò, gli avvocati riconoscevano che , dopo dieci mesi, il corpo di Anza è in grave stato di deterioramento,cosa che complicherebbe non poco queste analisi. Sottolineavano invece l'importanza, così come hanno detto a GARA medici legali di riconosciuta fama e il medico di fiducia degli Anza, che " ciò che è importante è avere accesso al dossier medico dell'ospedale". Da qui in avanti, gli avvocati della famiglia, cercheranno di avere risposte alle molte domande che oggi restano sospese. La famiglia non crede alle spiegazioni sulla mancata coordinazione dei servizi che, secondo la procuratrice Anne Kayanakis, avrebbe impedito l'identificazione dell'ex prigioniero politico. " Non possiamo credere che il corpo di Anza sia stato identificato per puro caso dopo undici mesi e abbiamo motivo di credere che durante questi undici mesi sia stato tenuto nascosto", segnalavano gli avvocati per sottolineare subito dopo che se, come ha ripetuto il Pubblico Ministero, si è fatto tutto il possibile per trovare Jon Anza, " non possiamo credere che non si sia stabilita una relazione fra le comunicazioni dell'ospedale riguardo la presenza di una persona non identificata e la ricerca cominciata dopo la denuncia della scomparsa fatta dalla famiglia il 15 Maggio 2009".
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Comunicato di ETA al popolo basco |
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Scritto da ehlitalia
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Mercoledì 31 Marzo 2010 21:19 |
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Il comunicato originale in versione integrale in Euskera è disponibile, assieme a un relativo articolo in castigliano dal quotidiano Gara, su:
Euskadi Ta Askatasuna, organizzazione basca rivoluzionaria socialista di liberazione nazionale, con questo comunicato vuol trasmettere alla cittadinanza basca la propria riflessione politica sulla situazione che vive il nostro popolo:
Il Governo spagnolo dopo aver affossato l'ultimo processo di pace, ha organizzato un attacco generalizzato e crudele contro Euskal Herria. Oltre a chiudere la porta alla possibilità di soluzione democratica, fece la scommessa di allargare il rifiuto a tutti i livelli e sviluppare un attacco repressivo senza limiti. Hanno dato priorità all'efficacia rispetto alla legittimità e alla complessiva visione democratica. Va bene tutto nel loro antico e rinnovato impegno di distruggere Euskal Herria, al margine dei confini della stessa legalità spagnola.
Vogliono portare un messaggio di rassegnazione in Euskal Herria, affinché abbandoniamo la lotta per la liberazione e ci integriamo alle regole del gioco imposte dalla Spagna. Sapendo che Euskal Herria in Spagna non può respirare, che nell'ingranaggio giuridico - politico spagnolo, il futuro della cittadinanza basca è incatenato.
La Sinistra Indipendentista è diventata l'obiettivo degli attacchi. La stessa Sinistra Indipendentista che trent'anni fa rese impossibile l'assimilazione di Euskal Herria a Francia e Spagna. La Sinistra Indipendentista che è riuscita via via a tenere aperta la porta della libertà e dell'indipendenza. Quindi con il loro attacco selvaggio alla Sinistra Indipendentista, pretendono di seppellire il futuro di Euskal Herria. Con la pressione contro la Sinistra Indipendentista cercano di trovare il modo di forzare la volontà di Euskal Herria.
Al fine di neutralizzare e mettere all'angolo l'indipendentismo, hanno instaurato in Euskal Herria lo stato d'emergenza. Le illegalizzazioni di organizzazioni politiche, la detenzione e persecuzione politica di militanti sono diventate abituali nel nostro territorio. I diritti civili e politici sono sistematicamente violati. Hanno alzato il livello di crudeltà contro i prigionieri e prigioniere politici baschi, punendo la coerenza e utilizzando una rinnovata politica del pentimento come ricatto. Si sono moltiplicati i sequestri e gli interrogatori clandestini di cittadini e cittadine.
Repressione dura, che non solo pretende di condizionare l'azione politica della Sinistra Indipendentista, ma cerca anche di influire come fattore psicologico.
Pretendono, per l'ennesima volta, di vendere questa chimera che è la soluzione poliziesca. Perché, il Ministro degli Interni, Perez Rubacalca, che parla con tanta arroganza, sa perfettamente che oggi come ieri, è il riconoscimento dei diritti che spettano a Euskal Herria l'unico cammino che garantisce la fine della resistenza basca. Che la sete di libertà non placata della cittadinanza basca è l'arma che non potrà trovare in nessun covo.
Il Ministro degli Interni spagnolo è abituato alla menzogna e alla propaganda di guerra, cercando di ridipingere la realtà con frasi pompose al il fine di sviare il dibattito. " Voti o bombe" è l'ultima trovata. E la Sinistra Indipendentista gli ha risposto forte e chiaro: "voti", come metodo democratico con cui i cittadini e le cittadine baschi possano decidere del loro futuro, senza limiti né ingerenze e essendo possibili tutti i progetti. Date la parola al popolo. Questa è la possibilità che il Governo spagnolo nega e che è alla base del conflitto. Questo è l'ostacolo che la base della cittadinanza basca deve superare.
Paradossalmente, tutta questa dimostrazione di forza, la dimensione dell'aggressione, sono il riflesso della debolezza della Spagna, l'impotenza di nascondere il fallimento del ciclo autonomistico che misero in marcia trent'anni fa. Alla negazione di legittimità nell'ambito della negazione politica, la Spagna risponde con la sua tradizionale visione di pochezza democratica, incrementando imposizione e repressione.
Così, sono significativi i patti di Stato che hanno firmato PSE-PP e UPN-PSN per gestire direttamente la regione autonoma, anche se per farlo, hanno dovuto estromettere un PNV che gli era stato tanto fedele fino ad ora. Questo perché sanno bene che più che nuove competenze, quello che è davvero in gioco è l'ambito giuridico- politico stesso. Già che c'erano, hanno cominciato a neutralizzare tutti i passaggi che considerano validi per la costruzione di Euskal Herria.
In Euskal Herria c'è voglia di cambio politico; di fronte alla rassegnazione offerta dalla chiusura del Governo spagnolo, la cittadinanza basca lo ha dimostrato con innumerevoli iniziative politiche, sociali, culturali. Prova chiara di questo è l'appoggio che hanno ricevuto le iniziative di lavoro comune che hanno organizzato le realtà basche.
Senza dubbio in Euskal Herria è nata una nuova illusione. L'aspettativa di mettere in moto un processo democratico che veda possibile il raggiungimento di un cambio politico in Euskal Herria.
Certo il cambio politico ha bisogno della volontà e dell'impegno di tutte le parti in gioco. Anche del Governo spagnolo che oggi come oggi mostra il suo atteggiamento più chiuso. Quindi sarà compito di tutti i soggetti baschi trasformare in concretezza l'illusione, alimentare le condizioni che determina il processo e lottare contro il blocco imposto dal Governo spagnolo.
ETA non ha dubbi che il cammino sarà difficile e pieno di ostacoli. Ma la libertà lo merita. Ci riusciremo!
DICHIARAZIONE DI ETA:
1- Euskadi Ta Askatasuna vuole comunicare il proprio rispetto a tutti quei soggetti che, volendo mettere in marcia una nuova dinamica in favore di Euskal Herria, stanno avanzando in questi ultimi mesi, in una situazione di repressione selvaggia e facendo fronte alla pressione politico-mediatica.
2- Euskal Herria è la nostra sfida collettiva. Costruire uno scenario democratico che garantisca il futuro di Euskal Herria e superi la situazione di negazione: in questo cammino ci vogliono passi fermi ed impegni solidi da parte di tutti i soggetti. ETA dichiara di avere la mano tesa ad un lavoro di squadra.
3- Per questo facciamo appello alle donne e agli uomini di Euskal Herria perché lottino per Euskal Herria, ciascuno nel proprio settore e ciascuno secondo le proprie capacità. Perché attivare il popolo è la maggior garanzia che Euskal Herria possa avanzare.
4- ETA, da parte sua, dichiara la sua predisposizione nell'ambito che le compete, a compiere i passi necessari sulla strada del cambiamento politico.
5- Euskadi Ta Askatasuna riafferma la sua volontà di risolvere il conflitto. E' volontà e compito di ETA costruire su queste basi ferme, tanto la formula pattuita affinché la cittadinanza basca possa decidere del proprio futuro senza limiti ne ingerenze, quanto il processo democratico che dovrà portare le garanzie affinché questa formula possa svilupparsi.
6- In questi tempi, in cui l'intossicazione dell'informazione è diventata uno dei principali strumenti politici del Governo spagnolo, ETA riafferma la propria volontà di parlare con sincerità e trasparenza al popolo.
7- Infine, Euskadi Ta Askatasuna, con Euskal Herria nella mente e con i combattenti e le combattenti basche caduti nel cammino nel cuore, riafferma il proprio impegno preso con Euskal Herria cinquanta anni fa e proclama che continuerà nella lotta ferma per Euskal Herria. Non cederemo fino a che libertà non sia raggiunta!
Viva Euskal Herria libera! Viva Euskal Herria socialista! Fermi nella lotta fino a raggiungere indipendenza e socialismo!
Euskal Herria 10 Marzo 2010
Euskadi Ta Askatasuna
E.T.A. |
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Scritto da ehlitalia
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Mercoledì 31 Marzo 2010 21:07 |
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di "Santurtziko Torturaren Kontrako Taldea / Gruppo Contro la Tortura, Santurtzi (Euskal Herria) Dopo la ricomparsa del cadavere del militante basco Jon Anza, non possiamo che riaffermare lo stesso sospetto denunciato negli ultimi mesi. L'incredibile versione che stanno dando rispetto alla morte di Jon ci porta a metterla in relazione con la guerra sporca e diamo per certo che dietro la sua scomparsa ci siano gli apparati repressivi di Spagna e Francia.
18 MARZO - GIORNATA DI MOBILITAZIONE: BILANCIO DEL 12 MARZO- 18 MARZO
12 M : 8 agenti della polizia autonoma basca, Ertzaintza, si presentano alla Herrko Taberna del paese, verso le 12,00 e staccano una ikurrina listata a lutto e la fotografia del militante basco Jon Anza, ucciso dalla guerra sporca utilizzata dal governo spagnolo; inoltre identificarono il barista del locale e un cliente del posto che ha ricevuto anche diversi spintoni. 13 M : 4 agenti della polizia autonoma basca, Ertzaintza si presentano alla Herriko Taberna del paese verso le 10,30 e staccano una ikurrina listata a lutto e la fotografia del militante basco Jon Anza ucciso dalla guerra sporca utilizzata dal governo spagnolo; inoltre identificarono il barista del locale mentre squadre di pulizia del comune governato da PNV-EAJ tolgono dal centro del paese circa un centinaio di cartelli nei quali si denunciava l'assassinio del militante basco Jon Anza. 16 M : Squadre di pulizia appartenenti al comune amministrato da PNV- EAJ, tolgono centro del paese decine di cartelli nei quali si denunciava l'assassinio del militante basco Jon Anza. 17 M : Fin dalle prime ore del mattino squadre di pulizia del comune governato da PNV- EAJ tolgono dal centro del paese decine di cartelli nei quali si denuncia l'assassinio del militante basco Jon Anza. Nel pomeriggio 4 agenti della polizia polizia autonoma basca Ertzaintza entrano alla Erriko Taberna del paese verso le 20,30 e staccano una ikurrina listata a lutto e la fotografia del militante basco ucciso dalla guerra sporca dello stato spagnolo, inoltre identificarono il barista del locale. A sera si ha notizia del fatto che la consigliera dell'interno del governo basco, per mano del capo della sua polizia, proibisce ogni tipo di mobilitazione prevista per il giorno successivo di denuncia alla repressione e alla guerra sporca.
18 M : Fin dalle prime ore del mattino squadre di pulizia del comune amministrato da PNV- EAJ staccano dal centro del paese decine di cartelli nei quali si denuncia l'assassinio del militante basco Jon Anza, così come nel quartiere di Mamariga, dove presidiano soprattutto la zona del "fronton" del quartiere che doveva essere inaugurato questa mattina alla presenza delle autorità municipali; inoltre sono stati cancellati diversi murales con le foto dei prigionieri politici baschi. Davanti alle proibizioni e alla presenza della polizia, il sindacato LAB cancella la mobilitazione prevista per le 12,00 sotto il comune di Santurtzi. Intorno alle 13,00, il convocante della mobilitazione del pomeriggio contro la guerra sporca, viene chiamato al commissariato della Ertzaintza dove gli notificano che la manifestazione è stata proibita. Gia alle 20.00 della sera un blindato con agenti di polizia equipaggiati con mezzi antisommossa e incappucciati, staziona nella zona pedonale del parco di Santurtzi e comunica che non si può realizzare nessun tipo di mobilitazione, che si comunichi la cancellazione dell'atto a chi era presente e che si sciolgano le circa 60 persone che si erano radunate; se la zona non si fosse liberata "avrebbero cominciato a giocare loro" secondo le stesse parole del comando di polizia. Poco più tardi vengono realizzati tre piccole azioni alle quali partecipano varie decine di persone in diverse zone del paese per denunciare l'assassinio del militante basco. Per contatti
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Intervista a Arnaldo Otegi |
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Scritto da ehlitalia
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Sabato 20 Marzo 2010 11:26 |
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ALLEANZA STRATEGICA INDIPENDENTISTA E PROGRESSISTA Intervista del Portale Giuridico Basco "Res Publica" www.rpublica.org al popolare dirigente della sinistra indipendentista Arnaldo Otegi
RES PÚBLICA ha ottenuto una intervista in esclusiva con Arnaldo Otegi. In carcere dal 13 ottobre del 2009 accusato assieme ad altri otto esponenti della sinistra indipendentista di contribuire alla elaborazione del documento di discussione nella sinistra indipendentista che è stato approvato alcune settimane fa. In esso si sancisce le vie esclusivamente politiche e democratiche per la costruzione, senza alcun tipo di violenza ed ingerenze, di un processo democratico. Un altro punto qualificante del documento è la creazione di un polo progressista e di sinistra indipendentista.
D: Il Tribunale di Strasburgo ha sancito l’illegalizzazione di Batasuna approvando, di fatto la Ley de los Partidos. A cosa attribuisce questa decisione? E’ la giustizia della Unione Europea cosi politicizzata come lo nello Stato spagnolo?
R: In primo luogo dobbiamo segnalare che se anche è vero che ci ha deluso profondamente questa decisione, è una decisione che ci aspettavamo. Ci ha deluso, in primo luogo, perché giuridicamente è una sentenza povera, poco argomentata e che ha sorpreso molti esperti in diritto per la sua scarsa costruzione giuridica, un fatto non abituale nella Corte di Strasburgo. Questo dato e che non fosse stata accettata per essere discussa nella Grande Camera (composta da 17 giudici ndt), nonostante fosse stata la stessa sezione del tribunale che decise di accogliere la denuncia a proporre il trasferimento della causa alla Grande Camera vista la sua importanza (fatto questo a cui si oppose il regno di Spagna), ci porta a dire che ci sono state grandi pressioni da parte dello Stato spagnolo che hanno potuto influire in questa decisione. Noi sappiamo che per lo Stato spagnolo il conflitto politico basco è la principale questione di stato incluso a livello internazionale. Inoltre lo Stato spagnolo non è uno Stato che si caratterizzi per il suo rispetto verso istituzioni internazionali ed i principi d’indipendenza dei poteri giudiziari etc. Il profilo delle persone che abitualmente vengono nominate come giudici della Corte di Strasburgo lo testimonia; l’attuale giudice prima di essere nominato aveva collaborato con il PSOE o la Fondazione per la Libertà. Ed il suo predecessore era stato in precedenza rappresentante dello Stato nella Corte. Certamente non va a nominare giudici di riconosciuto prestigio ed imparzialità per esercitare una carica come è il caso di altri stati con un’ ampio trascorso democratico. Inoltre il fatto che non si senta vincolato dalle decisioni dellla Corte, come testimoniano le numerose sentenze di condanna, conferma questo scarso rispetto. Però non è una novità. La stessa situazione si verifica con le Nazioni Unite in relazione alle risoluzioni emesse dai suoi organismi come è stato per il caso di Karmelo Landa, o le relazioni dei diversi relatori o Comitati dei Diritti Umani. D’altro canto dobbiamo riconoscere che non era il miglior momento a livello internazionale. Basta guardare la deriva securitaria che vivono molti paesi e che sta influendo in tutti si sensi nelle diverse istituzioni internazionali preposte a difendere i diritti umani. La sentenza è una brutta notizia in generale, io credo, per tutti quelli che difendono i diritti umani e libertà fondamentali ed avrà conseguenze negative come già stiamo vedendo nei reiterati riferimenti alla sentenza che, per esempio, fanno i tribunali turchi per giustificare l’illegalizzazione del DTP.
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