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EHL Italia - Sito italiano di Euskal Herriaren Lagunak
Askapena- Lettera al governo Venezuelano PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Sabato 17 Aprile 2010 19:40

Askapena fa arrivare al governo del Venezuela tramite il Consolato della Repubblica Bolivariana a Bilbao il suo malessere e il suo disappunto di fronte all'espulsione di Walter Wendelin dal suolo Venezuelano.

Non capiamo perché una persona alla quale nessuno stato contesta nessun presunto delitto debba essere espulsa dal suolo venezuelano.
Non capiamo perché una persona che ha difeso, difende e difenderà la Rivoluzione Bolivariana venga espulsa dal Venezuela.
Non capiamo perché a una persona che avanza proposte per la risoluzione di un lungo conflitto politico-armato venga negata la parola (non aveva con se mica armi) in Venezuela.

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Il Coordinamente Simon Bolivar sull'espulsione di Wendelin PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Sabato 17 Aprile 2010 19:37

VENEZUELA - EUSKAL HERRIA
Sulla detenzione di ieri e la possibile espulsione di oggi del compagno basco

PERCHE' UCCIDERE IL MESSAGGERO...SE OLTRETUTTO PORTA BUENE NOTIZIE

Mentre tutti i giornali internazionali fanno eco alla "Dichiarazione di Bruxelles" nella quale 4 premi Nobel per la Pace, la Fondazione Nelson Mandela e tre ex Presidentifra gli altri, elogiano i passi proposti e l'impegno pubblico della Sinistra Indipendentista (Sinistra Rivoluzionaria Basca) per raggiungere i propri obiettivi politici con mezzi esclusivamente politici e democratici, il nostro paese, il nostro governo rivoluzionario, invece di sommarsi a quest'iniziativa, cosa che sembrerebbe la più normale per ogni rivoluzionario, sembra allungare le fila di chi scommette sulla repressione contro il popolo basco con il PSOE di Zpatero e il PP di Aznar.

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Walter Wendelin detenuto in Venezuela PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Sabato 17 Aprile 2010 19:33

La Polizia venezuelana ha detenuto Walter Wendelin, secondo quanto ha fatto sapere la ONG Provea.

30 marzo 2010

CARACAS - Walter Wendelin è stato arrestato all'areoporto internazionale di Maiquetía, e da lì portato alla sede del Servizio di Intelligence Bolivariano (Sebin), secondo quanto indicato a Efe Marino Alvarado, coordinatore del Programma Venezuelano Educazione-Azione di Diritti Umani (Provea), organizzazione non governativa indipendente venezuelana.
Alvarado ha segnalato che si tratta di una incarcerazione arbitraria perchè il denuto "non ha commesso alcun delitto in venezuela".
Il membro della Sinistra Indipendentista era già stato a Caracas alcuni mesi fa per partecipare ad un foro organizzato dalla Sinistra Venezuelana, secondo fonti della stampa locale.
L'arresto per il momento non è stato confermato da fonti ufficiali e non sono noti i capi d'accusa.

CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA'

Askapena inserisce quest'arresto nella campagna di "criminalizzazione della solidarietà internazionalista" e sottolinea che Wendelin ha lavorato instancabilmente per l'internazionalismo tanto in Euskal Herria come in tutto il mondo. Questi sono "i fatti e questo è il suo unico reato" sottolinea. "Gli stati imperialisti e i loro tirapiedi, dai paramilitari colombiani passando per giudici e polizia fino ai giornalisti criminalizzatori, non necessitano di altro di altro delitto", segnala.

NOTA 1:
Wendelin è stato estradato il giorno successivo facendo tappa a Parigi dove è stato interrogato per un'ora dalla Polizia francese.
E' stato poi riportato in Euskal Herria. L'arresto si è prodotto in clima di forte pressione del governo spagnolo su quello venezuelano dopo l'inchiesta del giudice Velasco sui presunti rapporti tra FARC e ETA.

NOTA 2:
Una volta tornato in Euskal Herria Wendelin ha precisato di non essere mai stato arrestato. Non ha passato neanche un minuto in carcere ma ha pernottato in albergo. Tecnicamente non si tratterebbe neanche di un'espulsione visto che è stato invitato e "facilitato" a lasciare il suolo venezuelano. Ciò che rimane di una certa gravità è che ciò sia avvenuto per "motivi politici" senza che però venisse spiegato quali fossero questi motivi e la ragione dell'espulsione stessa.

fonti:
www.gara.net/azkenak/03/191268/es/Detenido-Venezuela-Walter-Wendelin
www.gara.net/azkenak/03/191445/es/Wendelin-esta-camino-Euskal-Herria
www.gara.net/paperezkoa/20100401/191457/es/Wendelin-esta-casa-despues-ser-interrogado-Paris-tras-abandonar-Caracas

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Aprile 2010 19:36
 
Dichiarazione di Bruxelles PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Sabato 17 Aprile 2010 19:31

Inviamo in allegato diversi materiali, che danno il polso dell'importanza del momento politico attuale in Euskal Herria.
Anzitutto la "Dichiarazione di Bruxelles", con la quale importanti esponenti politici internazionali  danno appoggio alla proposta politicha della sinistra indipendentista che sta accendendo in questi giorni la discussione nel Paese Basco e nei confinanti stati europei.
Al di la di ogni valutazione sui firmatari e sui singoli passaggi espressi in questa dichiarazione, è il calibro dei personaggi che hanno dichiarato di appoggiare la proposta della sinistra abertzale che indica come questa proposta stia sfondando il muro di silenzio che gli stati Spagnolo e Francese provano a costruirvi attorno.


DICHIARAZIONE DI BRUXELLES

Noi, i firmatari di quest'appello, diamo il benvenuto e elogiami i passi proposti e il nuovo compromesso pubblico che la sinistra indipendentista con mezzi "esclusivamente politici e democratici" in "totale assenza di violenza" per conseguire i propri obiettivi politici. Pienamente realizzato, questo compromesso può essere il passo fondamentale per porre fine all'ultimo conflitto politico in Europa.
Prendiamo in considerazione l'aspettativa che durante i prossimi mesi si possa dar vita ad una situazione di compromesso con mezzi pacifici, democratici e non-violenti che si converta in una situazione irreversibile. Per questo facciamo appello ad ETA affinchè appoggi questo compromesso dichiarando un cessate il fuoco permanente e completamente verificabile.
Questa dichiarazione, debitamente contraccambiata dal governo spagnolo, permetterà che i nuovi sforzi politici e democratici avanzino, le differenze siano risolte e si arrivi ad una pace duratura.

FIRMATARI:

-Fundación Nelson Mandela (con un allegato che indica che il documento concorda con il pensiero dei suoi fondatori).

-Arzobispo Desmond Tutu. Nobel per la Pace. Sudáfrica.

-Frederik Willem de Klerk. Nobel per la Pace. Ex presidente sudafricano.

-Mary Robinson. Ex presidenta d'Irlanda.

-John Hume. Nobel per la pace. Partecipò agli accordi del Venerdì Santo d'Irlanda.

-Albert Reynolds. Ex primo ministro irlandese.

-Jonathan Powell. Capo di Gabinetto dell'ex primo ministro britannico Tony Blair.

-Nuala 0"Loan. Primo difensore del Popolo in materia politica nel Nord Irlanda.

-Raymond Kendal. Ex segretario dell'Interpol.

-Betty Williams. Nobel per la Pace per il lavoro in Irlanda.

-Denis Haughey. Assistente di John Hume.

-Aldo Civico. Direttore del Centro per la risoluzione dei Conflitti Internazionali all'Università di Columbia.

 
Aberri Eguna a Firenze PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlfirenze   
Mercoledì 31 Marzo 2010 21:14

IL MILITANTE INDIPENDENTISTA BASCO JON ANZA E' STATO SEQUESTRATO, TORTURATO E UCCISO DALLA GUERRA SPORCA


Il 18 aprile dell'anno scorso il militante basco Jon Anza scompare. A dare l'annuncio sono i familiari e in particolare la compagna che tre giorni prima lo aveva accompagnato alla stazione e lo aveva visto per l'ultima volta mentre saliva sul treno. Pochi giorni dopo l'organizzazione ETA esce con un comunicato dicendo che Jon si sarebbe dovuto presentare ad un appuntamento con l'organizzazione, di cui faceva parte e a cui avrebbe dovuto dare dei soldi.
Il ministero dell'Interno spagnolo, chiamato in causa, dichiara immediatamente che per quanto riguarda Madrid si tratta di una questione interna all'organizzazione stessa e avanza l'ipotesi inverosimile e vale a dire che Jon sia fuggito con il denaro.
Nel frattempo in Euskal Herria si moltiplicano le iniziative sotto lo slogan "Non da Jon?" che in euskera significa "Dov'è Jon?".
Una domanda quasi retorica. La Sinistra Indipendentista, nella sua storia, ha già conosciuto la sofferenza e la violenza della guerra sporca portata avanti da gruppi paramilitari organizzati e finanziati dallo stato spagnolo e, giorno dopo giorno, viste anche le numerose denunce di sequestri avvenute ai danni di altri militanti baschi, si fa sempre più chiara l'ipotesi che anche Jon sia stato sequestrato e successivamente ucciso dagli apparati repressivi spagnoli.

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